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Sottoculture Dark Gothic |
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LE SOTTOCULTURE DARK GOTHIC - Perché io sono Bark.
Al termine Underground preferisco usare il termine Sottocultura, rendendo già evidente il fulcro dei miei pensieri.
Il problema fondamentale è quello delle etichette che si attaccano come viscide sanguisughe alle Sottoculture e che ne costituiscono purtroppo il loro fondamento. Noto con sempre maggior disgusto e noia la tendenza da parte di alcuni gruppi etnici post-moderni di aggrapparsi inesorabilmente a dei topoi prestabiliti, a dei canoni oltre i quali non si possa andare. Tale limite invalicabile costituisce una sorta di Tabù Post-Modern, forse sarebbe opportuno cercare di esemplificare tale concetto. I Sottogruppi Sottoculturali tendono ad identificarsi ad un’iconografia, a dei modelli predefiniti e ad aderire ad una definizione rigida o ad un’etichetta. I motivi che originano questi comportamenti sono da analizzare riferendosi alla Società di Massa che si è imposta e viene ad imporsi in maniera sempre più radicale. La tendenza è quella di identificare ogni individuo con la Massa escludendo ogni forma di espressione e gusto individuale. Ogni forma di arte, di comunicazione, di consumo viene concepita e riferita solamente ad una sola entità la Massa. Tale concezione è un enorme travisamento e un grande passo indietro rispetto alle concezione di Andy Warhol e di tutta la scena di N.Y. che invece ha cercato di lottare contro questa prospettiva utilizzando per combatterla gli stessi mezzi e strumenti con i quali si cercava di condizionare. Infatti ritengo che non a caso le Sottoculture siano nate proprio in quel periodo fine anni 70 inizi anni 80 sia come reazione all’Illusione FreaKkettona sia come presa di coscienza delle problematiche Warhol sollevò proprio negli anni 70 anche nel campo musicale (Si rilegga in questa chiave il Progetto dei Velvet Underground). In quel periodo si era presa coscienza del processo di livellamento e massificazione culturale, di un appiattimento da parte di tutti su determinate posizioni imposte sia dall’economia, dalla società, dalla politica. Quando si raggiunge un livello critico di coscienza (ritengo che il pensiero di Kuhn riguardo alle Rivoluzioni Scientifiche possa venire preso in prestito anche per fenomeni sociali) alla fine si genera una saturazione e tale saturazione per reazione deve sfociare in qualcosa. In questo caso il “qualcosa” in questione divenne il voler rendersi originali ed unici in ogni modo. cioè essere facilemente riconscibili e distinguibili dalla Massa. Purtroppo l’originalità non esiste da molti secoli e anche se si crea qualcosa di originale questo decade in poco tempo, quindi questo tentativo fu vano ed inutile anzi generò solo un Trend e una Moda. La Tendenza fu presa da molti giovani anche coloro che non avevano ben chiaro le motivazioni e le speculazioni che vi erano nascoste. Quindi presto il Trande divenne negativo nel senso che sempre un maggior numero di persone aderirono a quegli schemi che in realtà dovevano essere degli anti-schemi. Il rifuggire dalla massificazione portò ad una massificazione diffusa delle Controtendenze. Bisogna ora analizzare i meccanismi che portarono all’adesione di molti ad una realtà che in realtà doveva essere preservata per pochi diciamo eletti… anche se si tratta di un “elitarismo burino” come sono solito definirlo. Le cause di questo diffondersi di posizioni chiamiamo alternative (anche su questo bisognerebbe discutere a lungo quando qualcuno si definisce alternativo la domanda sorge spontanea alternativo a cosa ?) sono sempre da ricercarsi nella Società di Massa. In una grande metropoli la pesantezza e la gravità della Massa schiacciano i pensieri, è difficile pensare in una metropolitana superaffollata, osservate la velocità del passo delle persone in una stazione sarà direttamente proporzionale alla grandezza della stazione stessa. La persona cerca di sfuggire dalla massa per evitare di rimanerne schiacciato, soppresso. Aderire allo Stereotipo di una Sottocultura vuol dire lanciare un messaggio, vuol dire riconoscere i propri simili, persone che si pensa abbiano gli stessi gusti, conoscenze, schemi mentali tra la Moltitudine. Le singole persone nella Massa svaniscono nel nulla, si perdono le tracce della propria individualità, gli incontri son fugace ma anche illuminanti, si legga la poesia di Baudelaire A une Passante che qui riproduco tradotta da me:
A UNA PASSANTE
La via assordante intorno a me urlava. Lunga, esile, in lutto, maestoso dolore, Una donna passò la mano fastosa Sollevando, oscillando l’orlo e i ricami.
Agile, nobile dalle gambe di statua. Io bevevo contratto e stravagante Nel suo occhio, cielo limpido ove sorge l’uragano La dolcezza che affascina e il piacere che uccide.
Un Lampo… dopo la Notte! – Fuggitiva Bellezza Il cui sguardo in un attimo mi fece rinascere Ti rivedrò solo nell’Eternità?
Altrove, ben lontano da qui! Forse mai più! Poiché ignoro ove fuggi, non sai ove andrò, Come ti avrei amata, Tu che sapevi…
Solo l’intelligenza acuta e lo spirito veggente di Baudelaire poteva presagire il nostro contemporaneo disagio. Appartenere ad una sottocultura aderire a degli schemi estetici nel vestire permette di mandare segnali e segni nella massa di comunicare visivamente e in modo tale che anche uno sguardo fuggevole possa carpire il nostro essere. Questa è mera illusione, come lo era il sogno Beat o Hippies il problema del linguaggio e della comunicazione non può risolvere con borchie, creste, capelli cotonati… Tale ingenua illusione ci permette anche di mettere in evidenza un'altra considerazione: aderire a schemi predefinite a estetiche indotte, evita alle persone una cosa molto spiacevole il dover pensare, anche se essere originali non è possibile, nulla vieta di seguire le orme di Rimbaud ed Artaud e cercare l’Impossibile, invece di vivere su sovrastrutture precostituite da canoni e rigide regole, ricordate sempre che la vita è altrove, al di fuori dal mondo. Solo questo permette di superare il Tabù, e’ molto semplice attaccarsi un’etichetta prendere Idoli come Feticci rinnegando il Simbolo. Sentirsi parte di un gruppo, di una tribù crea l’illusione di non sentirsi più soli e persi nella Massa, ma per aderire alla nuovo gruppo etnico bisogna riconoscerne i Modelli, l’Estetica, in poche parole aderire ad un’Etichetta. Anche Io odio la Massa e la sua Gravità, ma non per questo mi rifugio in sterili quanto inutili Etichette. Catalogare, ordinare razionalmente come entomologi è come attaccare etichette sulle scatole del tonno: un lavoro del cazzo. Per questo quando qualcuno mi rivolge per l’ennesima volta la domanda: “Ma tu sei un Dark?” Io placidamente rispondo: “Io sono Bark!”
faust
Ringrazio il mio amico al tempo virtuale ora reale David che ha sorbito le mie paranoie sulla questione per molto tempo e ha contribuito tramite il logos dialettico in chat alla stesura di questo scritto |
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