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Sottoculture Dark Gothic
Inserito il 28 dicembre 2006 alle 14:43:00 da faust.

LE SOTTOCULTURE DARK GOTHIC - Perché io sono Bark.

Al termine Underground preferisco usare il termine Sottocultura, rendendo già evidente il fulcro dei miei pensieri.

Il problema fondamentale è quello delle etichette che si attaccano come viscide sanguisughe alle Sottoculture e che ne costituiscono purtroppo il loro fondamento.
Noto con sempre maggior disgusto e noia la tendenza da parte di alcuni gruppi etnici post-moderni di aggrapparsi inesorabilmente a dei topoi prestabiliti, a dei canoni
oltre i quali non si possa andare. Tale limite invalicabile costituisce una sorta di Tabù Post-Modern, forse sarebbe opportuno cercare di esemplificare tale concetto.
I Sottogruppi Sottoculturali tendono ad identificarsi ad un’iconografia, a dei modelli predefiniti e ad aderire ad una definizione rigida o ad un’etichetta.
I motivi che originano questi comportamenti sono da
analizzare riferendosi alla Società di Massa
che si è imposta e viene ad imporsi in maniera sempre più radicale. La tendenza è quella di identificare ogni individuo
con la Massa escludendo ogni forma di espressione e gusto individuale.
Ogni forma di arte, di comunicazione, di consumo viene concepita e riferita solamente ad una sola entità la Massa.
Tale concezione è un enorme travisamento e un grande passo indietro rispetto alle concezione di Andy Warhol e di tutta la scena
di N.Y. che invece ha cercato di lottare contro questa prospettiva utilizzando per combatterla gli stessi mezzi e strumenti
con i quali si cercava di condizionare. Infatti ritengo che non a caso le Sottoculture siano nate proprio in quel periodo
fine anni 70 inizi anni 80 sia come reazione all’Illusione FreaKkettona sia come presa di coscienza delle problematiche
Warhol sollevò proprio negli anni 70 anche nel campo musicale (Si rilegga in questa chiave il Progetto dei
Velvet Underground).
In quel periodo si era presa coscienza del processo di livellamento e massificazione culturale, di un appiattimento
da parte di tutti su determinate posizioni imposte sia dall’economia, dalla società, dalla politica. Quando si raggiunge
un livello critico di coscienza (ritengo che il pensiero di Kuhn riguardo alle Rivoluzioni Scientifiche possa venire preso
in prestito anche per fenomeni sociali) alla fine si genera una saturazione e tale saturazione per reazione deve sfociare
in qualcosa.
In questo caso il “qualcosa” in questione divenne il voler rendersi originali ed unici in ogni modo.
cioè essere facilemente riconscibili e distinguibili dalla Massa. Purtroppo l’originalità non esiste da molti secoli
e anche se si crea qualcosa di originale questo decade in poco tempo, quindi questo tentativo fu vano ed inutile anzi
generò solo un Trend e una Moda. La Tendenza fu presa da molti giovani anche coloro che non avevano ben chiaro
le motivazioni e le speculazioni che vi erano nascoste. Quindi presto il Trande divenne negativo nel senso che
sempre un maggior numero di persone aderirono a quegli schemi che in realtà dovevano essere degli anti-schemi.
Il rifuggire dalla massificazione portò ad una massificazione diffusa delle Controtendenze.
Bisogna ora analizzare i meccanismi che portarono all’adesione di molti ad una realtà
che in realtà doveva essere preservata per pochi diciamo eletti… anche se si tratta di
un “elitarismo burino” come sono solito definirlo.
Le cause di questo diffondersi di posizioni chiamiamo alternative (anche su questo bisognerebbe discutere
a lungo quando qualcuno si definisce alternativo la domanda sorge spontanea alternativo a cosa ?) sono sempre
da ricercarsi nella Società di Massa.
In una grande metropoli la pesantezza e la gravità della Massa schiacciano i pensieri,
è difficile pensare in una metropolitana superaffollata, osservate la velocità del passo delle persone in
una stazione sarà direttamente proporzionale alla grandezza della stazione stessa.
La persona cerca di sfuggire dalla massa per evitare di rimanerne schiacciato, soppresso.
Aderire allo Stereotipo di una Sottocultura vuol dire lanciare un messaggio, vuol dire riconoscere i propri
simili, persone che si pensa abbiano gli stessi gusti, conoscenze, schemi mentali tra la Moltitudine.
Le singole persone nella Massa svaniscono nel nulla, si perdono le tracce della propria individualità,
gli incontri son fugace ma anche illuminanti, si legga la poesia di Baudelaire A une Passante che qui riproduco
tradotta da me:

A UNA PASSANTE

La via assordante intorno a me urlava.
Lunga, esile, in lutto, maestoso dolore,
Una donna passò la mano fastosa
Sollevando, oscillando l’orlo e i ricami.

Agile, nobile dalle gambe di statua.
Io bevevo contratto e stravagante
Nel suo occhio, cielo limpido ove sorge l’uragano
La dolcezza che affascina e il piacere che uccide.

Un Lampo… dopo la Notte! – Fuggitiva Bellezza
Il cui sguardo in un attimo mi fece rinascere
Ti rivedrò solo nell’Eternità?

Altrove, ben lontano da qui! Forse mai più!
Poiché ignoro ove fuggi, non sai ove andrò,
Come ti avrei amata, Tu che sapevi…


Solo l’intelligenza acuta e lo spirito veggente di Baudelaire poteva presagire il nostro contemporaneo disagio.
Appartenere ad una sottocultura aderire a degli schemi estetici nel vestire permette di mandare segnali e segni
nella massa di comunicare visivamente e in modo tale che anche uno sguardo fuggevole possa carpire il nostro essere.
Questa è mera illusione, come lo era il sogno Beat o Hippies il problema del linguaggio e della comunicazione non può
risolvere con borchie, creste, capelli cotonati… Tale ingenua illusione ci permette anche di mettere in evidenza
un'altra considerazione: aderire a schemi predefinite a estetiche indotte, evita alle persone una cosa molto spiacevole
il dover pensare, anche se essere originali non è possibile, nulla vieta di seguire le orme di Rimbaud ed Artaud e
cercare l’Impossibile, invece di vivere su sovrastrutture precostituite da canoni e rigide regole, ricordate sempre
che la vita è altrove, al di fuori dal mondo. Solo questo permette di superare il Tabù, e’ molto semplice attaccarsi
un’etichetta prendere Idoli come Feticci rinnegando il Simbolo.
Sentirsi parte di un gruppo, di una tribù crea l’illusione di non sentirsi più soli e persi nella Massa, ma per
aderire alla nuovo gruppo etnico bisogna riconoscerne i Modelli, l’Estetica, in poche parole aderire ad un’Etichetta.
Anche Io odio la Massa e la sua Gravità, ma non per questo mi rifugio in sterili quanto inutili Etichette. Catalogare,
ordinare razionalmente come entomologi è come attaccare etichette sulle scatole del tonno: un lavoro del cazzo.
Per questo quando qualcuno mi rivolge per l’ennesima volta la domanda: “Ma tu sei un Dark?” Io placidamente
rispondo: “Io sono Bark!”

faust


Ringrazio il mio amico al tempo virtuale ora reale David che ha sorbito le mie paranoie sulla questione
per molto tempo e ha contribuito tramite il logos dialettico in chat alla stesura di questo scritto
Commenti
3 Commenti - 5/5 - Voti : 2
Inserito il 10 febbraio 2007 alle 15:21:04 da chienandalou.  5/5
 
parole sante!!!!!!
Inserito il 20 ottobre 2007 alle 14:06:38 da bafomekt.  5/5
 
vero: essere, e non apparire per essere,l''espressione di ogni essere umano nella sua profondo intimità è unica,ma sembra che nella maggior parte delle persone,l''unicità espressiva sia narcottizzata,perchè si lasciano riempire ilm cervello di pappe premasticate. Per far capire meglio il concetto,trascrivo un''espressione del filoso NIETZSCHE.
QUESTI UOMINI INCERTI.
Con questi uomini incerti sono penosamente adirato
tutti i loro onori son tormenti,
tutta la loro lode,tedio di sè e vergogna.
Poichè non con la loro corda passo attraverso il tempo,
mi saluta dal loro sguardo un''invidia disperata,
dolce velenosa.
Che mi maledicano di cuore e storcano il naso
di questi occhi l''inerme ricerca su di me
si ingannerà in eterno.
Inserito il 21 dicembre 2009 alle 17:15:09 da beatabeatrix.  0/5
 
ciao a tutti dai beata beatrix

 
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