| |
Articoli
|
|
The Time is Near...
Inizializing Count
|
| |
|
|
|
|
|
|
| |
|
Chat |
|
|
La chat è stata riabilitata. E' disponibile la versione
beta. Per Effettuare Login Nuova Chat
|
|
|
|
|
|
Visitatori |
|
|
Visitatori Correnti : 2 Membri : 0
|
|
|
|
|
|
|
......................................................................................................................................................................................................
|
Ed Alleyne-Johnson - Ultraviolet Recensione |
|
|
Ed Alleyne-Johnson - Ultraviolet Recensione

Track list:
1. White (Intro) 2. Red 3. Orange 4. Yellow 5. Green 6. Blue 7. Indigo 8. Violet 9. Ultraviolet 10. White (reprise) equation records EQCD002 (1994) distributed by Pinnacle Ed Alleyne-johnson/
|
Nella vita balliamo tutti in circolo e ci divertiamo, ma non conosciamo il segreto che vi è nel centro » Robert Frost
Esiste un luogo a Londra che ho sempre chiamato Le Catacombe. E’ nel mercato di Camdem Town, si snoda in profondità in modo labirintico, quasi logorroico. La prima volta che andai, fui colpito dalla stranezza di alcuni mobili di ferro e polvere. In quell’ antro oscuro risuonavano note melanconiche e familiari di un vecchio violino. Conoscevo bene quel suono struggente, l’avevo cercato ma inutilmente, si trattava del violino di Ed-Alleyne Johnson. In antiche catacombe si aggiravano gli alchimisti e questo non è un caso.
 I moderni alchimisti usano i colori. Una volta Yves Bonnefoy scrisse :« Si è persuasi che nello stesso modo in cui sia possibile trasformare l’oro a partire dai metalli meno nobili, così si possono trasmutare i colori – minerali dello spirito – nell’equivalente dell’oro, la luce». Le note del violino di Ed-Alleyne Johnson sono alchemiche. Ogni nota compone ampi movimenti circolari come d' un sasso lanciato in acque profonde: quel che si avverte sono solo le onde, mentre la nota scompare nel tutto. E così i suoni perdono la loro essenza, svaniscono, divengono colori o almeno il riflesso della loro idea. L’ultima frase di Voyelles di Arthur Rimbaud è : "O l’Omega, rayon violet de Ses Yeux!". Omega la fine dell’alfabeto, il Violetto la fine della percezione, ma si può tentare di andare oltre: Ultraviolet, Ultravioletto, il tentativo di fuggire alle limitazioni sensoriali. Sempre lo stesso Rimbaud affermava fermamente che la Vita fosse altrove e appunto questo disco è la ricerca dell’altrove. Bisogna sempre ricordare che quando ci si incammina in un viaggio, di cui non si conosce la meta e nemmeno si è certi di arrivare a destinazione, vi è sempre un senso di malinconia per le cose che si sono lasciate. Proprio un sentimento di tristezza pervade tutte le melodie. Forse una via di uscita Ed – Alleyne Johnson l’ha lasciata, l’ultimo movimento è innominato, senza titolo, nemmeno è scritto sulla copertina, forse rappresenta la fine del viaggio,l’altrove, ciò che non è noto.
Non a caso è una variazione iniziale del primo movimento, la fine del viaggio coincide con il suo inizio: l’eterno ritorno, tutto è circolare. Son tornato di recente a Londra, quando mi son inoltrato nelle Catacombe, tutto era rimasto come la prima volta: la stessa atmosfera, gli stessi volti, la stessa musica. Penso che se qualcuno di voi ci andasse ora troverebbe tutto immutato, la realtà decade, ma le idee rimangono immutate.
Fausto Pasqualetti
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Versione stampabile
© Copyleft by the-cure.it
Contattami
Realizzato con ASP-Nuke 2.0 derivato da ASP-Nuke v1.2
Project by faust and Coldind
|
| |